DOCUMENTO RIASSUNTIVO DEL LAVORO DEI TAVOLI TEMATICI DEL 31 MAGGIO E 13 LUGLIO 2018

Nelle due giornate di riunione dei tavoli tematici, svoltesi il 31 maggio e il 13 luglio, abbiamo cercato di recepire e riordinare non solo quante più informazioni, dati, richieste, opinioni fosse possibile offrire da parte dei cittadini presenti, ma soprattutto si è voluto sondare la complessità dei disagi sofferti da chi vive nel Rione Esquilino. Ciò che è emerso è il quadro di un territorio all’interno del quale pensare di agire esclusivamente attraverso la concentrazione su pur importanti singoli problemi, singolarmente considerati (“questa strada”, “quella situazione”, etc.) sembra ormai sempre meno efficace. È apparsa dunque confermata la necessità di un lavoro che passi attraverso la fase indispensabile e anche lunga di uno studio complessivo ed integrato, che alimenti la costruzione di una conoscenza condivisa con tutto il Rione.
Nell’ambito del forum Esquilino chiama Roma le numerosissime problematiche individuate sono state articolate in quattro grandi aree tematiche e quindi in quattro diversi tavoli discussione: mobilità, commercio, patrimonio culturale e vita quotidiana.
Prima di riassumere brevemente quanto in ognuno di essi è stato detto nelle due prolifiche occasioni di incontro, vogliamo evidenziare le tematiche trasversali che hanno riguardato tutti i tavoli, a conferma della necessità di un lavoro sistemico e di una conoscenza olistica, oltre e più che specifica. Il tema che forse, per quanto spesso sottinteso, più di tutti ha collegato i lavori dei quattro tavoli è come la mancanza di luoghi pubblici pensati per permettere l’incontro tra persone, idee e culture sia causa di diverse difficoltà, anche molto pratiche, che si incontrano nella vita dell’Esquilino e nei suoi rapporti con le aree limitrofe più intercomunicanti, a partire da quella di Termini. Si è invece rilevata una scarsa percezione delle risorse e dei pregi comunque presenti nel Rione, come la grande varietà culturale, le moltissime presenze monumentali e archeologiche, le tante eccellenze nell’impegno sociale, culturale e civico.
Ciò premesso, ecco la sintesi di quanto emerso nell’ambito di singoli tavoli:

Spazio e mobilità:

Occorre ragionare sull’insieme della rete stradale dell’Esquilino, con tutte le sue relazioni di interdipendenza interne e non esclusivamente per aree puntuali: essa va intesa e ripensata come uno spazio integrato. Questa necessità è evidente quando ci si scontra con l’attuale mancanza di dati e di possibilità di dialogo fra soggetti competenti e con la frammentarietà delle gestioni, responsabilità e competenze legate ai diversi aspetti e mezzi di mobilità. L’obiettivo primario è quindi quello di acquisire i dati necessari ad un’analisi che permetta di disporre di un quadro dei bisogni ma anche di valutazione di compatibilità dei possibili interventi
Attraverso i tavoli sono già stati comunque raccolti dati importanti, grazie al contributo di esperti e residenti.
Sono state evidenziate diverse criticità legate al traffico, ma anche una rassegna di progetti e delle proposte già pensate per il Rione.
In particolare, si è discusso molto rispetto alla centralità costituita dalla stazione Termini, concentrazione di capolinea di diverse forme di mobilità (tram, autobus, bus turistici, treni nazional i regionali, oltre al traffico privato). Si è sottolineata la necessità di un alleggerimento del flusso rispetto a questa zona, da raggiungere attraverso uno sguardo d’insieme a livello metropolitano e quindi in un’ottica di ottimizzazione. A risultare importante sembra anche la richiesta di favorire la pedonalità sulla mobilità automobilistica all’interno del Rione.
Riguardo la rete tranviaria, sono stati individuati alcuni progetti importanti, in particolare quello del tram da piazza Vittorio a largo Corrado Ricci – Fori Imperiali, che il Comune sembra voler attuare in tempi brevi (cfr. sito PUMS) – sia pure con obiettivi concreti per nulla chiari e condivisi dalla popolazione – e quello riguardante la linea ferroviaria Roma-Giardinetti, il cui spostamento da via Giolitti con eventuale deviazione (da Porta Maggiore in poi) sulla linea dei tram esistenti (asse di via di Porta Maggiore – Piazza Vittorio – Via Napoleone III) è stato ritenuto imprescindibile a larghissima maggioranza dei partecipanti, specialmente nel quadro della complessiva riconsiderazione dei collegamenti lungo la stessa tratta attivi con altre modalità, oltre che per i gravi danni inferti al cosiddetto Tempio di Minerva Medica, ormai ampiamente certificati.
Sono stati poi individuati diversi spazi potenzialmente valorizzabili presenti all’interno del Rione: piazza Vittorio, Piazza Pepe, Porta Maggiore, Piazza Dante, Via Giolitti, Santa Maria Maggiore, per i quali è stata auspicata una progettazione che ne migliori la fruibilità. È stato evidenziato che per alcuni di questi ambiti esistono già una serie di progetti che si ritiene necessario approfondire (Piazza Vittorio, Progetto partecipato “Via Carlo Alberto”, “Aula Gatti” a Piazza Dante). È stato evidenziato anche come alcune realtà imprenditoriali virtuose contribuiscano al miglioramento della qualità degli spazi urbani adiacenti (Gatsby, Panella, Fassi, etc.), anche se le opportunità di parcheggio sono carenti. È emersa anche la necessità di migliorare il collegamento con la zona di San Lorenzo.

Patrimonio culturale:

Questo tavolo ci ha offerto tre fondamentali chiavi di lettura: la necessità di valorizzare il patrimonio culturale materiale presente nel Rione, di renderlo accessibile, godibile e centrale nei movimenti interni al territorio; l’assenza, quasi paradossale, di centri culturali dove sia possibile creare luoghi di incontro e di socialità, nonché di riconoscimento e apprezzamento del patrimonio culturale e identitario del Rione; l’importanza fondamentale di un lavoro che permetta di individuare e far emergere tutto quel patrimonio culturale immateriale, fatto quindi di tradizioni, saperi locali, storia del Rione, che si è arricchito negli ultimi anni di una grande componente multiculturale, che andrebbe anch’essa valorizzata e resa perno della creazione di momenti di socialità.
In particolare, si è richiesto di:

– approfondire il tema del patrimonio abbandonato/in disuso (questo potrebbe essere un collegamento al tema del centro civico espresso del tavolo Vita e servizi);
– approfondire lo studio delle condizioni attuali del cinema Apollo (tornato nella disponibilità del Comune) accertandosi dell’esistenza o meno di un rilievo, in vista di un’inderogabile ed urgente azione di recupero che parta dalla rimozione dell’amianto nella struttura;
– approfondire la conoscenza delle condizioni dei vani sotterranei di piazza Vittorio, afferenti alla Metropolitana ma da sempre in disuso e abbandono, potenzialmente utili per attività legate al rione;
– approfondire la conoscenza anche dell’edificio che ospitava MAS, anch’esso potenziale risorsa per il Rione;

Commercio e ristorazione:

Rispetto ai temi del commercio e della ristorazione, si è dibattuto soprattutto del complesso sistema normativo da sciogliere al fine di normalizzare la varietà di attività presenti nel Rione. Anche in questo caso però si è dimostrato importante ragionare sulla varietà culturale presente nelle attività commerciale dell’Esquilino, al fine di ripensare anche l’attrattività del territorio a livello turistico, soprattutto nel settore della ristorazione. Inoltre, in questo tavolo (come in altri) si è rilevato che occorre ripensare anche normativamente e contestualmente le diverse criticità legate al commercio; ciò è stato visto come un’occasione per costruire luoghi pubblici dove sia possibile per gli abitanti sostare e non solo camminare.
Andando più nello specifico dei casi che sono emersi, si è parlato di:

– necessità di mappare i locali in uso e i locali in disuso nel Rione (si è fatto riferimento a una mappatura degli esercizi commerciali);
– approfondimento della realtà del mercato (tra i molti temi sono importanti le dinamiche di carico/scarico e gli accessi);
– i portici di piazza Vittorio e loro occupazione;
– la difficoltà di far applicare la normativa del commercio per il centro storico: l’Esquilino è dentro o fuori? Ad oggi il Rione rientra nella normativa. Alcune associazioni però sono in disaccordo (ci sono stati dei ricorsi al Tar). Le criticità principali che vengono associate alla normativa: divieti su un maggior numero di tipologie di esercizi che non sono consentiti nel Rione (al tavolo si discute della possibilità di locali per vendita al dettaglio trasformati in vendite all’ingrosso, con conseguente produzione abnorme di rifiuti; maggiori difficoltà per chi vuole “seguire tutte le regole”);
– necessità di recuperare informazioni da open data già attivati.

Vita e servizi:

In questo tavolo è stata molto avvertita la mancanza di luoghi di incontro nello spazio pubblico e il collegamento di quest’assenza con il peggioramento, anche fisico, di alcune aree del territorio. In particolare, si è ragionato su come alcune esperienze passate o ancora attive nel Rione siano state in grado di creare forme di socialità capaci di restituire una dimensione quotidiana più apprezzabile della vita del Rione e meno preda delle sue emergenze.
Sono emersi nello specifico i seguenti punti:

– importanza della vita in strada, da legare alla necessità di comunicazione tra le diverse realtà associative del Rione al fine di evitare una “chiusura” all’interno di ogni singola associazione, prospettando al contrario una loro collaborazione sinergica;
– necessità di indagare sull’esistenza o meno di servizi di contatto o servizi di integrazione.
Ad esempio, durante la discussione è emersa la presenza dell’Associazione Italia-Bangladesh. Inoltre, è stato individuato nella giostra di piazza Vittorio un importante luogo di contatto/integrazione informale: i bambini qui giocano insieme permettendo dei momenti di incontro anche per i genitori. Un ulteriore servizio di contatto è stato riconosciuto nello studio del medico di base in piazza Vittorio 1 che, usando anche medicina cinese, si è guadagnato la fiducia di diversi gruppi nel Rione oltre di persone che vengono da altre parti della città;
– necessità di un centro civico, un punto di ritrovo per iniziative/eventi che sia anche biblioteca: un punto di contatto e incontro;
– mancanza di una biblioteca e di un centro anziani (non inteso però come elemento diversamente marginalizzante nella vita nel Rione);
– presenza di un centro anziani che promuova un servizio di doposcuola per i bambini;
– approfondimento della vita nei condomini e su come essi si relazionano con il contesto rionale.